Italia, Europa, ascoltate il lavoro

L’8 ottobre la CGIL, insieme ad altri enti e associazioni, scenderà in piazza a Roma, ad un anno da quell’8 ottobre in cui la sede nazionale venne assaltata. La data è soprattutto un simbolo, il richiamo ai principi di democrazia e antifascismo, ma anche alla crescita del Paese. Le ragioni della manifestazione cui siamo chiamate e chiamati a partecipare sono tutte nel futuro che vogliamo costruire per l’Italia, il nostro futuro.

Una manifestazione decisa prima delle elezioni italiane del 25 settembre e che già nel titolo “Italia, Europa, ascoltate il lavoro” è un invito a qualunque governo, nonché alla Commissione Europea, di dedicare gli sforzi politici alla comprensione delle attuali dinamiche economiche e professionali del nostro paese, allo studio e adozione di soluzioni differenti, che possano aiutarci a sanare le problematiche legate alla disoccupazione in Italia, ai salari inadeguati, ai divari territoriali e alle disuguaglianze sociali crescenti, alla permanenza degli ostacoli che non permettono la crescita professionale di molte categorie, a cui appartengono talenti promettenti che non vedono l’ora di dare il proprio contributo a tutti i livelli.

IL LAVORO, le PERSONE, al centro delle nuove politiche, per superare la precarietà, per garantire misure concrete di lotta alla povertà, che oggi colpisce anche chi un lavoro ce l’ha, e facendo in modo che “tutto questo non si traduca in un arretramento dei diritti e in un’ulteriore perdita di posti di lavoro”.