Lavoro autonomo e contrattazione collettiva: il contributo di APIQA CGIL al workshop europeo Eurocadres a Dublino
Il lavoro autonomo e la contrattazione collettiva sono stati al centro del workshop europeo “Collective Bargaining for Self-Employed – EU Guidelines for self-employed and the state of play”, promosso da Eurocadres e svoltosi il 26 e 27 marzo 2026 a Dublino, presso la sede del sindacato irlandese Fórsa.
L’incontro ha riunito sindacati, ricercatori e rappresentanti di diversi paesi europei per confrontarsi sulle linee guida della Commissione europea del 2022 sulla contrattazione collettiva per i lavoratori autonomi individuali e sulle esperienze nazionali di organizzazione e rappresentanza di queste figure.
Tra i contributi presentati nel workshop anche quello italiano, illustrato da Federica Cochi e Lia Bruna per APIQA CGIL, dedicato alla situazione dei professionisti autonomi nel nostro paese e alle prospettive di sviluppo della contrattazione collettiva.
Un mercato del lavoro che cambia
Aprendo i lavori, Nayla Glaise, presidente di Eurocadres, ha sottolineato la portata dei cambiamenti in corso nel mercato del lavoro europeo.
“Il nostro modello di lavoro sta cambiando: l’‘uberizzazione’ di molti settori e servizi rappresenta una grande sfida per i sindacati. In Europa circa 27 milioni di lavoratori sono classificati come lavoratori autonomi e cresce il numero di professionisti e manager che non lavorano più nel modello tradizionale di occupazione a tempo pieno.”
Secondo Glaise, proprio per questo i sindacati europei stanno sviluppando nuove forme di organizzazione e rappresentanza per raggiungere questi lavoratori e rafforzare la tutela delle loro condizioni di lavoro.
Il caso italiano: tra nuove tutele e sperimentazioni contrattuali
Nell’intervento, APIQA CGIL ha illustrato le principali caratteristiche del lavoro autonomo professionale in Italia.
Tradizionalmente la contrattazione collettiva italiana copre soprattutto i lavoratori dipendenti. Tuttavia negli ultimi anni la crescita del lavoro autonomo economicamente dipendente e delle forme di lavoro ibride ha aperto nuovi spazi di intervento sindacale.
Tra gli esempi presentati nel workshop:
• il contratto misto nel settore bancario, che combina lavoro dipendente e attività autonoma;
• le condizioni di lavoro di archeologi e restauratori nei cantieri e nei progetti di tutela del patrimonio culturale;
• l’estensione del welfare contrattuale nel CCNL degli studi professionali;
• il riconoscimento del lavoro autonomo nella filiera delle costruzioni attraverso l’Allegato 6 del CCNL edilizia.
Esperienze diverse che mostrano come la contrattazione collettiva stia iniziando a confrontarsi con la presenza crescente del lavoro autonomo nelle filiere produttive.
Il caso dell’editoria: la condizione degli autori
Nel workshop è stato presentato anche un approfondimento sulla situazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’editoria. Come ha spiegato Lia Bruna: “Autrici e autori editoriali oggi non sono tutelati dal diritto del lavoro: firmano quasi esclusivamente contratti di cessione dei diritti di sfruttamento economico delle opere, senza accesso a tutele assistenziali e previdenziali. Con la rappresentanza e la contrattazione collettiva si supera l’isolamento in cui sono costretti e si riconosce piena cittadinanza sociale.”
Ricomporre il lavoro oltre le forme contrattuali
Nel suo intervento conclusivo, Federica Cochi ha sottolineato il significato politico e sindacale della discussione sul lavoro autonomo. “La sfida non è eliminare l’autonomia professionale, ma garantire che autonomia non significhi isolamento, individualizzazione del rischio e indebolimento dei diritti. I diritti devono essere riconosciuti alla persona che lavora, oltre la forma contrattuale.”
Una riflessione che richiama anche l’elaborazione sindacale della CGIL a partire da Bruno Trentin: ricomporre il lavoro, riconoscendo diritti e rappresentanza a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori indipendentemente dalla forma del rapporto di lavoro.
In questo contesto, la costruzione di forme di rappresentanza collettiva per i professionisti autonomi rappresenta oggi una delle sfide centrali per il sindacalismo europeo.






















