🟥Sì ALLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO PER LE DONNE

Diritti delle donne, autodeterminazione e parità di genere sono al centro delle nostre battaglie. In questo contesto, ribadiamo l’importanza di garantire un ambiente lavorativo sicuro e rispettoso per tutte le donne.

Le politiche generali di promozione della salute e sicurezza hanno bisogno di una prospettiva di genere per offrire un contesto lavorativo di benessere per tuttə, uomini e donne. La prevenzione da danni alla salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori non è dunque motivo di esclusione ma, al contrario, una spinta al raggiungimento di migliori condizioni di lavoro per tuttə, indipendentemente dal genere a cui appartengono.

Elementi e condizioni che determinano impatti sulla salute e sicurezza in ottica di genere sono:

👉La segregazione: una distribuzione disuguale nelle occupazioni e nei settori espone i diversi generi a differenti rischi. Le donne e gli uomini sono esposti ad ambienti di lavoro diversi e a tipi diversi di domande e di sollecitazioni, anche se lavorano nello stesso settore e fanno lo stesso mestiere. Vi è anche una forte segregazione verticale sul luogo di lavoro e gli uomini, dati ISTAT e Eurostat, occupano posti maggiormente di rilievo; le donne sono più numerose nei lavori ad orario ridotto, in cui la segregazione è ancora più pronunciata.

👉I Ruoli: i ruoli sociali assegnati alle donne hanno un impatto sulla salute delle donne. I dati dell’INAIL sugli infortuni sul lavoro e su quelli in itinere evidenziano come il combinato lavoro retribuito-responsabilità domestiche e di cura deteriora la salute di molte donne.

👉La salute sessuale e riproduttiva: un tema che riguarda tuttə, ma per il quale un’attenzione specifica rivestono la gravidanza, l’allattamento, le mestruazioni, la fertilità, la perdita di gravidanza e la menopausa.

👉Le violenze e molestie sul posto di lavoro: ancora l’INAIL rileva che le donne sono più spesso vittima anche di violenze sui luoghi di lavoro, in termini di violenza sessuale, molestie e discriminazioni: nel 44% dei casi svolgono professioni sanitarie e assistenziali, seguono le specialiste dell’educazione e della formazione, le insegnanti di scuola primaria e le impiegate postali.

Il rapporto 2024 dell’INAIL evidenzia un quadro chiaro: le lavoratrici sono affette per lo più da patologie osteo-muscolari e del tessuto connettivo, insieme a quelle del sistema nervoso. E con riferimento ai disturbi psichici, la percentuale sul totale delle malattie per le donne è il triplo di quella dei loro colleghi uomini. In special modo le lavoratrici soffrono forme di stress lavoro-correlato, seguite dai disturbi dell’umore.

Favorire salute e sicurezza sul lavoro in ottica di genere significa:

🔺Migliorare la ricerca ed il monitoraggio inserendo sistematicamente la dimensione del genere nella raccolta dei dati, tenendo conto delle ore effettive di lavoro e basando la valutazione dell’esposizione sul lavoro realmente svolto. Gli indicatori dei sistemi di monitoraggio, quali le relazioni e le indagini nazionali sugli infortuni, devono comprendere tutti i rischi professionali per le donne.

🔺I rischi legati al lavoro per la sicurezza e la salute delle donne sono stati sottovalutati e trascurati rispetto a quelli per gli uomini, sia nella ricerca che nella prevenzione. Questo problema deve essere affrontato nelle attività di ricerca, di sensibilizzazione e di prevenzione.

🔺Stanziare più risorse e dedicare maggiore attenzione ai rischi legati al lavoro per le donne e alla loro prevenzione. Le direttive europee sulla sicurezza e la salute non riguardano ad esempio i lavori domestici (prevalentemente svolti dalle donne). È necessario svolgere, tenendo conto dell’impatto del genere, un esame delle direttive in materia di salute e sicurezza sul lavoro attuali e future, della definizione di norme e degli accordi di compensazione.

🔺Applicare le direttive esistenti in modo più sensibile al genere, nella direzione prevista dal Goal n.5 degli obiettivi ONU di Sviluppo Sostenibile

🔺Promuovere azioni di sensibilizzazione e iniziative di salute pubblica e di responsabilità sociale delle imprese che comprendano la dimensione di genere.

🔺Garantire che le donne siano adeguatamente rappresentate nei processi decisionali riguardanti la salute e la sicurezza sul lavoro a tutti i livelli. Le donne dovrebbero partecipare in modo più diretto e i loro pareri, le loro esperienze, le loro conoscenze e le loro competenze dovrebbero essere presi in considerazione nella formulazione e nell’attuazione delle strategie di salute e sicurezza sul lavoro.

🔺Mettere in atto un approccio olistico della sicurezza sul lavoro, che ricomprenda la condizione lavoro-vita-privata e il tema più complesso dell’organizzazione del lavoro e dell’occupazione, per migliorare la prevenzione dei rischi professionali tanto per le donne quanto per gli uomini.

🔺Sensibilizzare tutto il personale attraverso programmi di formazione continua. Ogni lavoratrice e lavoratore deve essere consapevole dei propri diritti e delle procedure di sicurezza.

🔺Implementare politiche aziendali contro le molestie e la discriminazione. Dobbiamo creare un ambiente in cui le donne possano lavorare senza paura e senza subire prevaricazioni.

🔺Garantire supporto e ascolto: creazione di canali sicuri e anonimi dove le donne possano segnalare problemi legati alla sicurezza o molestie. È cruciale che ogni segnalazione venga presa sul serio e trattata con la massima riservatezza e urgenza.

🔺Progettare spazi lavorativi inclusivi che tengano conto delle esigenze specifiche delle donne, come zone sicure, spazi per l’allattamento e misure anti-stress. Un ambiente di lavoro ben progettato è un primo passo verso una maggiore sicurezza e benessere.

🔺Aumentare la partecipazione delle donne tra gli RLS e nella rappresentanza sindacale, spazi importanti per la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici anche in una corretta prevenzione dei rischi.