COMUNICATO STAMPA
Solidarietà con la mobilitazione unitaria del 25 ottobre nella filiera non metalmeccanica dell’Automotive
La transizione ecologica non è più rimandabile. Così anche la mobilitazione in un settore che in Italia sconta un forte ritardo nell’adeguarsi alle previsioni del Green Deal, mettendo a rischio la sostenibilità di un intero comparto e la competitività delle aziende di tutta la filiera.
Lo sciopero del 25 ottobre vuole dare voce alle contraddizioni e alle gravi difficoltà che il settore sta attraversando: serve un impegno congiunto di tutti i soggetti pubblici e privati per rivedere i modelli organizzativi e sostenere la riconversione e riqualificazione professionale.
Apiqa sostiene fortemente questa battaglia, anche per il ruolo storicamente solidale dei quadri direttivi e delle alte professionalità, che all’interno della CGIL hanno sempre accompagnato e appoggiato le lotte nel settore automobilistico riconoscendone l’importanza e le conseguenze in tutta la filiera.
Oggi questa solidarietà è più che mai necessaria. I lavoratori e le lavoratrici dell’Automotive non stanno solo lottando per la loro sopravvivenza, combattono per un futuro che possa garantire posti di lavoro dignitosi e sostenibili. La transizione ecologica non deve avvenire a scapito delle persone che lavorano, deve essere un’opportunità per creare nuovi posti di lavoro e formare professionalità altamente qualificate.
Lo sciopero generale unitario del 25 ottobre rappresenta non solo una protesta contro la crisi del settore, dunque, ma anche un appello urgente a tutti gli attori coinvolti per affrontare la transizione ecologica in modo equo e sostenibile. È il momento di agire, di investire e di costruire un futuro che valorizzi tanto l’ambiente quanto il lavoro, restituendo dignità a tutte le persone che lavorano.