Conferenza ETUC: lavoro, diritti, democrazia
Alla conferenza di metà mandato della ETUC, la CGIL ha portato una voce forte, chiara e necessaria: quella di chi crede in un’Europa fondata sulla dignità del lavoro, sulla giustizia sociale e sulla pace.
👉Salvatore Marra, Coordinatore delle Politiche europee e internazionali della CGIL, ha lanciato un messaggio chiaro:
“No al riarmo. Vogliamo una pace disarmata e disarmante. Basta guerre: in Ucraina, a Gaza, ovunque. Per fermare l’avanzata dell’estrema destra servono salari più alti, più contrattazione collettiva, più tutele per salute e sicurezza. Basta austerità: servono investimenti per un’economia che metta al centro le persone. E basta attacchi al sindacato, ai migranti, alle persone LGBTQIA+.”
Marra ha ricordato come due anni fa, insieme ad altrə colleghi e colleghe a Berlino, abbiano deciso di mobilitarsi contro l’austerità. Una scelta allora minoritaria, ma oggi quanto mai attuale alla luce delle crisi che hanno travolto l’Europa: crisi economica, pandemia, e ora un’economia di guerra.
“Mentre ci raccontano che l’economia va bene, i dati ci parlano di salari bassi, lavoro precario, pensioni insufficienti, luoghi di lavoro insicuri e tagli ai servizi pubblici. È questa realtà, non le narrazioni ufficiali, che alimenta la crescita dell’estrema destra e il rigetto del progetto europeo.”
Da qui l’appello: introdurre subito una direttiva europea sul salario minimo e una legge nazionale in Italia, rafforzare i diritti e contrastare le politiche che precarizzano e dividono. Ma anche rilanciare l’antifascismo e costruire una nuova cultura della pace.
“Proponiamo di scrivere un Libro Bianco per la Pace e la Sicurezza Comune in Europa, fondato sui valori del sindacato. È il momento di dare una risposta concreta ai conflitti e promuovere giustizia sociale.”
E ha concluso con un segnale forte sulla partecipazione democratica:
“Alle europee c’è disaffezione, ma quando il voto riguarda i luoghi di lavoro, la partecipazione è altissima. Lo dimostra il successo delle RSU nel pubblico impiego. Il sindacato è vivo e radicato. Vogliamo un’Europa dei diritti, non delle multinazionali e dei miliardari.”
👉A seguire, Federica Cochi, Presidente di Apiqa, ha offerto uno sguardo profondo sulle trasformazioni del lavoro, e su ciò che davvero serve cambiare:
“Viviamo da tempo un periodo di enorme instabilità geopolitica ed economica, di crisi democratica, di esasperato individualismo. Si è poveri anche lavorando, e la povertà è uno stigma, una colpa. È tornato prepotentemente il ricatto del lavoro: sottopagato, non sicuro, precario, ma comunque un lavoro. In Italia sono 2milioni e 300 mila le persone con un contratto di lavoro. Mille i lavoratori e le lavoratrici che ogni anno muoiono lavorando, migliaia gli infortuni permanenti. Una frammentazione sociale inedita aggravata dalla transizione digitale e dall’IA, contro cui dobbiamo riunificare i diritti di chi lavora, qualunque sia il lavoro svolto, la modalità, il grado di autonomia nella prestazione.”
Lo slogan della conferenza – “Un accordo equo per i lavoratori” – è una chiamata collettiva all’azione:
“Vogliamo combattere l’austerità, lavorando insieme, affermando il nostro modello di società, costruendo argini comuni: i Paesi che possono agire da apripista spingano in avanti le battaglie per un lavoro di qualità, per restituire dignità alle persone e rimettere al centro il ruolo del sindacato, soggetto di rappresentanza ed espressione di una democrazia sana, in grado di agire il conflitto e il dialogo allo stesso tempo, contrastare le politiche antidemocratiche e di destra e proporre azioni di giustizia sociale contro un’economia di guerra.”
📣 Ha poi rilanciato con forza sull’urgenza di attuare la direttiva europea sul salario minimo:
“È una battaglia cruciale per migliorare davvero le condizioni economiche di milioni di persone. Rafforzare il sindacato europeo, connettere le nostre campagne e costruire una strategia comune, ricostruire una visione europea del lavoro: questo è il nostro compito.”
🟥 Entrambi gli interventi hanno ricordato il sostegno straordinario arrivato da tutta Europa ai #ReferendumCGIL e l’importanza del voto dell’8 e 9 giugno: una tappa fondamentale per affermare un’Italia più giusta, inclusiva e democratica.
INTERVENTO FEDERICA COCHI
Presidente Apiqa
INTERVENTO SALVATORE MARRA
Coordinatore delle Politiche europee e internazionali della CGIL




















