DIRETTIVI REGIONALI APIQA CGIL

In questi giorni si sono tenuti i Direttivi regionali di Apiqa Veneto, Roma Lazio ed Emilia Romagna, che si sono concentrati sulla campagna referendaria, declinata per le alte professionalità dipendenti e autonome. Tra i temi sentiti: gli appalti e la patente a punti anche per i lavoratori e le lavoratrici autonomə senza dipendenti, i licenziamenti illegittimi e le problematiche di genere, declinate anche dentro i referendum e, non da ultimo, l’impatto delle tecnologie, del lavoro tramite piattaforma e dell’IA sul lavoro ad alta professionalità.

In un mondo del lavoro profondamente modificato e in continua trasformazione in cui professioni e professionalità sono messe sotto la lente di ingrandimento della digitalizzazione, l’intelligenza artificiale sta riscrivendo le regole in ogni contesto della nostra vita, digitale e non: rivoluziona interi settori, ridefinisce professioni e trasforma le dinamiche del lavoro.

Ed è proprio a partire dall’IA che si rimettono al centro anche le politiche di genere: sono i bias umani, ad esempio, che influenzando gli algoritmi determinano una serie di squilibri in ogni informazione o azione che ci viene rimandata dalle macchine.

Lo ha sottolineato anche, in uno dei direttivi, Cristina Zanasi, Presidente dell’associazione “Per le Donne” di Imola che, attraverso la visione di alcuni video, ha sottolineato come la nostra società sia ancora intrisa di stereotipi e pregiudizi di genere.

I referendum rappresentano, come ha ribadito la Presidente di APIQA Federica Cochi, uno dei tasselli, dunque, di un puzzle molto più ampio in cui si muove l’azione della CGIL: cambiare il modello di lavoro e di società, agendo per valorizzare le differenze dentro un sistema inclusivo, equo, sicuro, in cui la persona e la sua dignità siano al centro, a prescindere dal lavoro, la professione e la forma contrattuale.

La nuova frontiera sarà anche contrattare nei tavoli di trattative in maniera intersezionale per rappresentare tutte e tutti e per farlo occorre essere un lavoro corale, realizzato grazie alla messa in rete di competenze, esperienze e vissuti diversi, ma uniti come una sola persona, pensando a chi oggi lavora, ma anche ai e alle giovani, ai e alle pensionatə, alle differenti forme di lavoro, accostando a ciò la spinta normativa nazionale ed europea e un investimento nelle infrastrutture sociali, nelle politiche del lavoro, sugli impatti dell’intelligenza artificiale.

Perché ogni giorno sia un 25 aprile, ogni giorno sia una nuova Resistenza e liberazione dalle schiavitù del lavoro.