DIRETTIVO NAZIONALE APIQA CGIL

Ieri, giovedì 13 marzo, presso la Sala Santi della CGIL Nazionale e in videoconferenza, si è riunito il Direttivo nazionale di APIQA CGIL per trattare una serie di temi prioritari nell’agenda politica e organizzativa del sindacato.

La relazione di apertura della Presidente Federica Cochi ha subito evidenziato le enormi preoccupazioni per la stabilità democratica sia a livello europeo che globale.

La corsa al riarmo e le tensioni geopolitiche, derivanti dai conflitti in corso, hanno avuto effetti devastanti non solo sul piano umanitario e geopolitico, ma anche sui bilanci delle nazioni che hanno registrato già nel 2023 un ammontare della spesa per la difesa a livello internazionale di circa 2 trilioni di dollari.

In questo contesto, in cui l’Unione Europea sta facendo i conti con il dilemma tra investire nella sicurezza collettiva e affrontare i bisogni sociali, il World Economic Forum nel mese di gennaio 2025 ha identificato i conflitti armati come il rischio globale più urgente per l’anno in corso. Questo scenario richiede una riflessione profonda sul ruolo che possono ricoprire i sindacati e le organizzazioni internazionali nel promuovere la pace, la cooperazione e la stabilità.

Enrico Berlinguer, nel lontano 1980, affermava “La pace è un bene supremo ed è un bene di tutti. Per garantire questo bene è indispensabile l’azione di tutti: singole persone, organizzazioni, istituzioni nazionali ed internazionali di ogni genere. In questa battaglia bisogna saper unire tutte le forze, al di là delle differenze di classe, di ideologie, di orientamento politico”.

È con questo spirito che la CGIL e le sue strutture, APIQA compresa dunque, hanno – anche discutendo e con difficoltà e peso della responsabilità – deciso di partecipare, con un proprio manifesto e con le proprie richieste, alla piazza di questo sabato 15 marzo: per chiedere un’Europa diversa, per contrapporre all’”Europa delle Patrie” un’Europa sociale e non militare, per portare le ragioni della pace e del disarmo.

La relazione di Federica Cochi ha anche posto l’accento sugli impatti che questi scenari determinano nel mondo del lavoro, in particolare sulle figure professionali più fragili, sul lavoro autonomo e sulle donne che scontano un crescente gap soprattutto in situazioni emergenziali, come quelle del contesto appena descritto.

C’è da considerare anche l’impatto che le nuove tecnologie, in particolare l’intelligenza artificiale (AI), stanno avendo sul mercato del lavoro e sulla società. Se da un lato l’intelligenza artificiale può rappresentare una grande opportunità per l’innovazione, dall’altro ci pone davanti a sfide difficili da gestire senza una visione chiara.

Apiqa è impegnata su questo versante, insieme alla confederazione e alle categorie, nel guidare le politiche di transizione digitale, dentro e fuori l’organizzazione, anche attraverso la formazione: per tutelare chi rischia che il proprio lavoro sia sostituito da quello delle macchine, per conoscere dall’interno l’utilizzo degli strumenti di IA.

Le attività che APIQA affronterà nel corso dell’anno saranno supportate da un forte impegno sia sul versante della formazione, necessaria per accrescere consapevolezza e competenze del gruppo dirigente, che della comunicazione necessaria nell’attività di engagement dentro e fuori il perimetro associativo.

La comunicazione assume un valore strategico anche in vista della campagna referendaria promossa dalla CGIL sui temi del lavoro e della cittadinanza.

Nel tempo che ci separa dalla data del voto, prevista per le giornate dell’8 e 9 giugno prossimi, sarà necessario occupare ogni spazio fisico e virtuale per testimoniare e ricordare l’importanza del voto in difesa della democrazia e del lavoro, come valore fondante della nostra Costituzione.

Apiqa sarà impegnata anche in una serie di appuntamenti a livello internazionale al fianco dei sindacati Europei con cui condividiamo il sistema valoriale ed il percorso di tutela delle professioni e per ricordare le necessità dell’impegno e del prendere posizione.

Restando in ambito internazionale, il direttivo è stato luogo di condivisione del progetto MUUD – Meglio Un Uovo Domani, presentato da Alberto Adobati dell’associazione Yellow Box. Il progetto mira specificatamente a non accontentarsi di risolvere l’esigenza e l’emergenza di oggi, ma intende investire nel domani per garantire futuro e solidità, migliorando le condizioni di povertà di alcuni villaggi del Burundi, attraverso un’attività di formazione e supporto concreto, con lo sviluppo di una piccola attività di economia locale.

Il progetto di solidarietà si inserisce perfettamente nell’azione e nei valori di APIQA, perché mira a rifondare il futuro costruendo lavoro, facendo formazione e promuovendo lo sviluppo sociale e mettendo in circolo le competenze e le professionalità. Un’azione che deve essere globale, ma anche fortemente radicata nei territori.

Oggi è necessario essere presenti ovunque, ascoltare le esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici, difendere i diritti e costruire un movimento capace di rispondere alle sfide del futuro con unità e determinazione.

Al lavoro, al voto, alla lotta, alla solidarietà internazionale.