LA 6ª CONFERENZA UNI EUROPA: UN MOVIMENTO SINDACALE UNITO PER AFFRONTARE LE SFIDE  DEL LAVORO E DEL FUTURO

La 6ª Conferenza UNI Europa, tenutasi a Belfast dal 25 al 27 marzo 2025, ha riunito oltre 600 leader sindacali provenienti da 242 organizzazioni di settore affiliate, rappresentando 7 milioni di lavoratrici e lavoratori di 50 paesi diversi, in un momento cruciale per il mondo del lavoro. Sotto lo slogan “Real Say, More Pay” l’evento, che ha celebrato i 25 anni di attività di UNI Europa, è stato un’occasione per riflettere sulle principali sfide del presente – dalla precarietà alla disuguaglianza – e per riaffermare il ruolo centrale dei sindacati nella promozione della giustizia sociale e dell’equità. I delegati hanno discusso temi chiave come il rafforzamento della contrattazione collettiva, la tutela dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e la necessità di una risposta coesa alle trasformazioni del panorama occupazionale, segnato da crescenti incertezze geopolitiche e sociali.

La cerimonia di apertura ha celebrato il valore della lotta collettiva per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e la solidarietà sindacale, con forti appelli alla riaffermazione dell’impegno del movimento sindacale europeo per il lavoro di qualità, la contrattazione collettiva, il progresso sociale. Sul palco il sindaco di Belfast, Micky Murray, Dave Ward (Segretario Generale di CWU), Jim Furey (Mandate Trade Union), Susan Fitzgerald (Segretaria Regionale Unite the Union), Peter Hellberg (Unionen e Presidente UNI Europa); Christy Hoffman (Segretaria Generale di UNI Global Union), Oliver Roethig (Segretario Generale UNI Europa).

Significative le parole della prima ministra dell’Irlanda del Nord, Michelle O’Neill: “Dobbiamo costruire un futuro migliore per tutti: abbiamo bisogno di costruire partenariati, di agire insieme per proteggere i diritti dei lavoratori. E in questo modo possiamo far crescere la società”. E non ha risparmiato parole sul Medio Oriente: “Non possiamo rimanere in silenzio. Dobbiamo chiedere la fine di questo genocidio in Palestina. Enough is enough.”

Il tema cardine del congresso è stato “Real Say, More Pay” (Più voce, più salario), per rafforzare la contrattazione collettiva in Europa e rilanciare l’azione sindacale a livello europeo. Molti i temi affrontati nei diversi panel: dal rinnovamento del sindacato, alle campagne settoriali e al ruolo delle multinazionali nei negoziati; dalla necessità di un quadro normativo europeo che garantisca la copertura dell’80% dei lavoratori da contratti collettivi, con l’iniziativa “No Public Contract Without Collective Agreement” (Nessun appalto pubblico senza contratto collettivo), al contrasto delle pratiche antisindacali e dei bassi salari; intelligenza artificiale, transizione verde, benessere sul lavoro, carenza di manodopera e precarietà giovanile gli altri temi affrontati.

Tutti accomunati dallo stesso bisogno di dignità, di riconoscimento dei #diritti individuali dei lavoratori e delle lavoratrici e di quelli collettivi.

Una chiamata alla #solidarietà per ristabilire #giustizia #sociale e #ambientale, diritti umani e civili laddove ogni giorno vengono vilipesi e rimessi in discussione, per la #pace ovunque in Europa e nel pianeta. Qui il dibattito sul ruolo del sindacato nella difesa della #democrazia e per la lotta all’estrema destra e le politiche europee sindacali che vogliamo, con il voto su una mozione specifica per contrastare la crescita dei movimenti autoritari in Europa.

Tanti gli interventi della delegazione #CGIL al congresso, rappresentata dalle categorie presenti in Uni Europa (Filcams, Fisac, Nidil e Slc) e con il coordinamento confederale: Giulia Guida, Andrea Borghesi, Alessio Di Labio, Marco Beretta, Riccardo Saccone, Claudio Cornelli, Giuseppe Nardozza, Omar Ferrero, Susy Esposito e Federica Cochi hanno ribadito l’imprescindibilità della cooperazione a livello europeo, il ruolo fondamentale del #sindacato nelle dinamiche politiche, come argine di democrazia, la necessaria lotta contro tutti i nazionalismi e fascismi vecchi e nuovi, l’impegno a lavorare per un mondo del lavoro più equo, in cui l’intelligenza artificiale sia strumento di miglioramento delle condizioni e non una condanna per milioni di lavoratrici e lavoratori.

Alle tavole rotonde su #IA e #appalti pubblici la partecipazione di Jeff Nonato e Paola Bassetti, che hanno riaffermato la centralità della contrattazione collettiva, come strumento imprescindibile per ottenere diritti in più per ciascunə e per tuttə.

Tra gli interventi, quello di Federica Cochi, Presidente di APIQA, ha ribadito l’importanza dell’organizzazione e del tesseramento come pilastri per costruire un potere collettivo capace di negoziare efficacemente. “La forza del sindacato non deriva solo dal miglioramento dei diritti individuali dei lavoratori, ma dalla creazione di una rete forte e unita che consenta ai lavoratori e alle lavoratrici di mobilitarsi per difendere i propri diritti collettivi”, ha dichiarato Cochi, sottolineando come la partecipazione attiva sia la base per una contrattazione collettiva incisiva, e in questa direzione vanno anche i Referendum per il lavoro proposti dalla CGIL. In un contesto lavorativo sempre più frammentato e diversificato, l’ampliamento della base associativa diventa essenziale per tradurre la crescita numerica in maggiore forza negoziale: si tratta di allargare l’orizzonte di riferimento a tutte le persone che lavorano, ovunque lavorino, sotto qualsiasi forma, dipendente o autonoma, in qualsiasi posizione si trovino, per ricomporre pluralmente il mondo del lavoro.

Al centro del dibattito anche la questione della rappresentanza sindacale. Per contrastare il dumping contrattuale e la proliferazione di contratti pirata, che minano i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e indeboliscono il potere sindacale, è fondamentale rafforzare la negoziazione collettiva attraverso una solida base normativa che definisca i perimetri della rappresentanza. Un passo fondamentale per difendere la contrattazione collettiva e assicurare condizioni dignitose a tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici.

Altro tema cruciale è il salario minimo europeo, in linea con la direttiva UE. Lungi dall’essere un sostituto del ruolo sindacale, una legislazione sul salario orario minimo è strumento complementare per alzare gli standard salariali e ridurre le disuguaglianze. “La legislazione sul salario orario minimo, in attuazione della direttiva europea, non deve essere vista come una minaccia alla libertà sindacale, ma come uno strumento per rafforzare l’azione dei sindacati”, ha ribadito la Presidente di APIQA, evidenziando come un salario minimo ben definito, così come un equo compenso per i lavoratori e le lavoratrici autonomə, possa migliorare le condizioni di vita di milioni di persone, rafforzando al contempo l’azione sindacale.

Oltre alle questioni legate al lavoro, la conferenza ha affrontato il contesto geopolitico e sociale globale. Le crescenti tensioni internazionali e le politiche di riarmo sono state indicate come fattori che incidono negativamente sull’economia e sulla vita dei lavoratori e delle lavoratrici. In questo scenario, i delegati e le delegate hanno lanciato un appello per un’Europa che superi le divisioni nazionali e si impegni per una vera unione politica, economica e sociale. La pace e la solidarietà internazionale sono priorità assolute, con un invito a destinare risorse non alla guerra, ma a politiche sociali, sanitarie e occupazionali. La situazione in Palestina e l’escalation di violenza nella regione sono esempi della necessità di un’azione politica concreta per difendere i diritti umani e contrastare le ingiustizie globali.

Il futuro del movimento sindacale europeo dipende dall’unità e dalla capacità di rispondere con determinazione alle sfide del presente. “La strada per un futuro migliore per i lavoratori e le lavoratrici passa dalla partecipazione attiva, dall’organizzazione e dalla lotta collettiva”, ha affermato Federica Cochi, ribadendo che solo un sindacato coeso può promuovere una solidarietà che trascenda i confini nazionali.

La conferenza di Belfast si è conclusa con un messaggio chiaro: rafforzare la contrattazione collettiva, difendere i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e costruire un’Europa più equa richiedono un impegno costante e una mobilitazione condivisa. In un mondo in rapida trasformazione, i sindacati europei sono chiamati a essere protagonisti di un cambiamento che guardi al bene comune.

Tre gli ordini del giorno votati: sulla pace “UNI Europa calls for peace now – for everyone, everywhere”; sulla deregolamentazione “Contrastare la deregolamentazione dei diritti dei lavoratori”; in solidarietà del popolo turco e del movimento sindacale per ciò che sta accadendo in Turchia.

Rilevanti i risultati ottenuti per la CGIL, anche grazie al lavoro di alleanze e relazioni che le federazioni di categoria hanno saputo costruire e rafforzare in questi anni e, da ultimo, al congresso stesso, con la conferma di compagni e compagne nell’Executive Board, il Comitato esecutivo europeo e nel Comitato europeo delle donne, accanto a Jeff Nonato, Presidente del Settore Commercio.

Il congresso ha confermato Oliver Roethig Segretario Generale, mentre Peter Hellberg ha ottenuto un nuovo mandato come Presidente.

Al lavoro e alla lotta! We fight, we win!